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	<title>2S</title>
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	<description>Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicit&#224;. Non pu&#242; pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 Per contatti relativi all'associazione: associazione [at] duesicilie.org
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		<title>2S</title>
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		<title>Darwin Day 2012 (decennale morte di S. J. Gould)</title>
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		<dc:date>2012-04-30T13:18:07Z</dc:date>
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		<description>Nell'ambito delle manifestazioni del Trend-Expo 2012, presso l'Universit&#224; degli Studi della Basilicata-Potenza, avverr&#224; la celebrazione del Darwin Day 2012 con una lezione, luned&#237; 14 maggio, del Prof. Paolo Fanti dal titolo: &quot;Evoluzione ed ecologia: l'eredit&#224; di Darwin in un'epoca di crisi ambientale&quot;. Universit&#224; della Basilicata - Campus di Macchia Romana (Via Ateneo Lucano, 10), AULA A4, 14 maggio, ore 11:30. Ingresso libero. Ancora per il Darwin Day 2012 e la commemorazione del decennale della (...)

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&lt;a href="http://www.www.duesicilie.org/spip.php?rubrique18" rel="directory"&gt;Scienza&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;div align=justify&gt;Nell'ambito delle manifestazioni del Trend-Expo 2012, presso l'Universit&#224; degli Studi della Basilicata-Potenza, avverr&#224; la celebrazione del Darwin Day 2012 con una lezione, luned&#237; 14 maggio, del Prof. Paolo Fanti dal titolo: &quot;Evoluzione ed ecologia: l'eredit&#224; di Darwin in un'epoca di crisi ambientale&quot;. Universit&#224; della Basilicata - Campus di Macchia Romana (Via Ateneo Lucano, 10), AULA A4, 14 maggio, ore 11:30. Ingresso libero.
&lt;p&gt;Ancora per il Darwin Day 2012 e la commemorazione del decennale della morte di Stephen Jay Gould, si terr&#224; una lezione della Prof.ssa Anna Maria Rossi, genetista dell'Universit&#224; di Pisa, dal titolo &quot;S. J. Gould, L'uomo, la ragione e la passione&quot;. Universit&#224; della Basilicata - Campus di Macchia Romana (Via Ateneo Lucano, 10), AULA A4, 16 maggio, ore 9:30. Ingresso libero.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Attenzione, per ragione organizzative del Trend Expo, il contributo della prof.ssa Rossi del 16 maggio si terr&#224; alle 9:30, invece che alle 10:45, sempre aula A4.&lt;span class='spip_document_319 spip_documents spip_documents_center'&gt;
&lt;img src='http://www.www.duesicilie.org/IMG/jpg/darwin-day-2012-potenza-1.jpg' width='500' height='712' alt=&quot;&quot; style='height:712px;width:500px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span class='spip_document_320 spip_documents spip_documents_center'&gt;
&lt;img src='http://www.www.duesicilie.org/IMG/jpg/darwin-day-2012-potenza2.jpg' width='500' height='712' alt=&quot;&quot; style='height:712px;width:500px;' /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>&#8220;Il carbone dell'Enel fa un morto al giorno e e costa due miliardi l'anno&#8221;</title>
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		<dc:date>2012-04-29T14:50:51Z</dc:date>
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		<description>Un morto al giorno, 366 l'anno per la precisione. Sono quelli riconducibili all'inquinamento prodotto dalle centrali a carbone dell'Enel secondo la proiezione della Fondazione Somo per Greenpeace Italia. Applicando i parametri dell'Agenzia Europea per l'Ambiente alle emissioni in atmosfera delle centrali della compagnia ex pubblica emerge che &#8220;le morti premature associabili alla produzione di energia da fonti fossili di Enel per l'anno 2009 in Italia sono 460. I danni associati a queste stesse (...)

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&lt;a href="http://www.www.duesicilie.org/spip.php?rubrique2" rel="directory"&gt;Attualit&#224;&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_315 spip_documents spip_documents_center'&gt;
&lt;img src='http://www.www.duesicilie.org/IMG/jpg/enel-carbone-interna-nuova.jpg' width='500' height='159' alt=&quot;&quot; style='height:159px;width:500px;' /&gt;&lt;/span&gt;
Un morto al giorno, 366 l'anno per la precisione. Sono quelli riconducibili all'inquinamento prodotto dalle centrali a carbone dell'Enel secondo la proiezione della Fondazione Somo per Greenpeace Italia. Applicando i parametri dell'Agenzia Europea per l'Ambiente alle emissioni in atmosfera delle centrali della compagnia ex pubblica emerge che &#8220;le morti premature associabili alla produzione di energia da fonti fossili di Enel per l'anno 2009 in Italia sono 460. I danni associati a queste stesse emissioni sono stimabili come prossimi ai 2,4 miliardi di euro. La produzione termoelettrica da carbone costituisce una percentuale preponderante di questi totali: a essa sono ascrivibili 366 morti premature (75%), per quell'anno, e danni per oltre 1,7 miliardi di euro (80%)&#8221;. Un responso implacabile che la Fondazione ha trasmesso all'Enel ricevendo, purtroppo, risposte molto elusive.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Greenpeace
&lt;span class='spip_document_316 spip_documents spip_documents_center'&gt;
&lt;img src='http://www.www.duesicilie.org/IMG/jpg/slide-1-728.jpg' width='500' height='1647' alt=&quot;&quot; style='height:1647px;width:500px;' /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;View more documents from &lt;a href=&quot;http://www.slideshare.net/ilfattoquotidiano&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;ilfattoquotidiano&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili unito alla perdurante stagnazione della domanda di energia elettrica sta rendendo difficile la copertura dei costi di produzione degli impianti convenzionali, mettendo a rischio la possibilit&#224; di tali impianti di rimanere in esercizio&#8221;. L'ha dichiarato un mese fa Paolo Colombo, presidente dell'Enel, seguito a ruota dall'amministratore delegato Fulvio Conti, che ha chiesto di &#8220;correggere le forme di incentivi per le fonti rinnovabili&#8221; calibrando meglio i sussidi nel prossimo decreto allo studio del governo nazionale, per &#8220;dare impulso ad altre filiere&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Enel il carbone costa un morto al giorno
&lt;span class='spip_document_317 spip_documents spip_documents_center'&gt;
&lt;img src='http://www.www.duesicilie.org/IMG/jpg/slide-1-728-1.jpg' width='500' height='708' alt=&quot;&quot; style='height:708px;width:500px;' /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il mondo sta cambiando, la produzione di energia &#232; sempre pi&#249; diffusa e decentrata, ma l'Enel non vuole mollare: il suo vecchio mondo, quello delle grandi centrali a gas, carbone, uranio, olio combustibile deve essere preservato. &#8220;Enel &#232; entrata a gamba tesa sul tema dell'incentivazione alle rinnovabili &#8211; ha dichiarato a Repubblica.it il senatore del PD Francesco Ferrante &#8211; . Le cose sono due: o si tratta di disinformazione o di una sorta di confessione di chi guarda al passato e ha paura del futuro&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per Greenpeace Italia non ci sono dubbi: Enel ha paura delle rinnovabili perch&#233; &#232; ancorata al passato o si affida a tecnologie di dubbia efficacia. &#8220;Se si eccettua l'idroelettrico, che in Italia &#232; semplicemente un'eredit&#224; di investimenti passati e in altre regioni, come in America Latina, &#232; collegato a progetti potenzialmente ad alto impatto ambientale, gli investimenti di Enel nelle rinnovabili sono minimi, specialmente in Italia ed Europa, dove la riduzione delle emissioni di Co2 &#232; affidata al nucleare o a improbabili tecnologie come la cattura e sequestro del carbonio (Carbon Capture Storage o CCS)&#8221;, ha dichiarato Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel suo rapporto, che ilfattoquotidiano.it ha ottenuto in anteprima, Greenpeace non si limita a puntare il dito, come ha gi&#224; fatto pi&#249; volte in passato, sul mix energetico &#8220;anacronistico&#8221; di Enel, ma analizza per la prima volta i costi esterni delle centrali Enel a carbone e petrolio. &#8220;Si tratta dei costi per l'ambiente, l'agricoltura e la salute dei cittadini. Sono voci di costo che non compaiono nei bilanci, perch&#233; la societ&#224; non li paga. A pagare &#232; per&#242; l'ecosistema nel suo complesso&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Greenpeace fa riferimento a un rapporto della fondazione olandese SOMO, che uscir&#224; nei prossimi mesi, e allo studio della EEA (European Environmental Agency), l'agenzia per l'ambiente dell'Unione Europea, uscito nel novembre del 2011. Lo studio dell'EEA individua i 20 impianti di produzione di energia pi&#249; inquinanti in Europa. In Italia il primato spetta alla centrale a carbone Federico II di Brindisi, gestita dall'Enel, i cui costi esterni (calcolati dall'EEA) ammontavano a 707 milioni di euro nel 2009: una cifra che supera i profitti che Enel ottiene dalla centrale. &#8220;E' un gioco pericoloso, che non vale la candela&#8221;, continua Onufrio. &#8220;I profitti sono ottenuti con un prezzo altissimo per l'ambiente e la salute&#8221;. Greenpeace Italia ha esteso la metodologia utilizzata dallo studio dell'EEA a tutte le centrali a carbone gestite da Enel in Italia ed &#232; arrivata a conclusioni preoccupanti: &#8220;I costi esterni delle centrali a carbone sono di 1,7 miliardi di euro &#8211; oltre il 40% dell'utile che Enel ha ottenuto a livello consolidato, in tutto il mondo, nel 2011&#8221;, si legge nel rapporto. &#8220;Se alle attuali centrali si dovessero aggiungere quelle di Porto Tolle e Rossano Calabro &#8211; che potrebbero presto essere convertite da olio a carbone &#8211; i costi esterni potrebbero toccare la quota di 2,5 miliardi di euro all'anno, suddivisi in costi per la salute, danni alle colture agricole, costi da inquinamento dell'aria e da emissioni di Co2&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Al termine del rapporto, Greenpeace chiede ad Enel di effettuare al pi&#249; presto una valutazione dei costi esterni delle centrali a combustibili fossili, riportando i risultati all'interno del bilancio di sostenibilit&#224;. Tra i quesiti rivolti ad Enel non mancano i riferimenti al progetto per la centrale a carbone di Galati, in Romania, &#8220;in un'area gi&#224; colpita da decenni di inquinamento dell'industria pesante rumena&#8221; e alla centrale Reftinskaya GRES, nella regione di Ekaterinburg, in Russia, che sarebbe stata accusata di &#8220;violazioni di norme ambientali&#8221; da parte delle autorit&#224; locali. Altre domande riguardano i reattori nucleari Cernavoda 3 e 4, che Enel gestisce in Slovacchia e il progetto Baltic NPP a Kaliningrad, in Russia, per la costruzione di un nuovo reattore nucleare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alcune delle domande di Greenpeace sono state inoltrate alla societ&#224; dalla Fondazione Culturale Responsabilit&#224; Etica (Banca Etica) azionista &#8220;critico&#8221; di Enel dal 2007. Enel sar&#224; tenuta a rispondere entro il giorno dell'assemblea, prevista per luned&#236; 30 aprile. Tra gli azionisti saranno presenti, oltre alla Fondazione di Banca Etica, anche il vescovo guatemalteco Alvaro Ramazzini &#8211; delegato dai Missionari Oblati &#8211; e l'attivista colombiano Miller Armin Dussan Calderon, professore dell'Universit&#224; Surcolombiana e presidente di Assoquimbo, associazione dei comitati locali colombiani che presidiano il territorio contro la costruzione della diga Enel di Quimbo in Colombia. Ramazzini e Calderon porteranno in assemblea la voce delle popolazioni del sud del mondo impattate dai progetti idroelettrici della compagnia italiana. L'assemblea potr&#224; essere seguita online sul sito del Fatto Quotidiano e su Twitter (#nonconimieisoldi e #azionisticritici).&lt;/p&gt; &lt;p&gt; di Marco Atella e Andrea Di Stefano&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/29/centrali-carbone-dellenal/212586/" class="spip_out"&gt;Link all'articolo originale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>I cappellani militari costano 17 milioni di euro</title>
		<link>http://www.www.duesicilie.org/spip.php?article446</link>
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		<dc:date>2012-04-29T14:33:57Z</dc:date>
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&lt;a href="http://www.www.duesicilie.org/spip.php?rubrique2" rel="directory"&gt;Attualit&#224;&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_314 spip_documents spip_documents_center'&gt;
&lt;img src='http://www.www.duesicilie.org/IMG/jpg/cappellani_aprile_2012.jpg' width='500' height='443' alt=&quot;&quot; style='height:443px;width:500px;' /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Presentazione libro a Mercogliano (AV)</title>
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		<dc:date>2012-04-29T14:19:55Z</dc:date>
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		<description>Presentazione del libro &quot;Il Ferro ed il fuoco del nemico esercito francese&quot; a Mercogliano (AV). Testo e premessa di Vincenzo Gul&#237;, introduzione di Guglielmo Di Grezia, introduzione storica su Mercogliano e sulla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Vitaliano Della Sala e Antonio Gesualdo, con la presenza degli autori e della giornalista Anna Maria Chiariello (Mediaset). Masseria Murata, Mercogliano. 5 maggio 2012, ore (...)

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&lt;a href="http://www.www.duesicilie.org/spip.php?rubrique1" rel="directory"&gt;Comunicazioni&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Presentazione del libro &quot;Il Ferro ed il fuoco del nemico esercito francese&quot; a Mercogliano (AV). Testo e premessa di Vincenzo Gul&#237;, introduzione di Guglielmo Di Grezia, introduzione storica su Mercogliano e sulla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Vitaliano Della Sala e Antonio Gesualdo, con la presenza degli autori e della giornalista Anna Maria Chiariello (Mediaset). Masseria Murata, Mercogliano. 5 maggio 2012, ore 17:30.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_312 spip_documents spip_documents_center'&gt;
&lt;img src='http://www.www.duesicilie.org/IMG/jpg/invito5maggio.jpg' width='500' height='625' alt=&quot;&quot; style='height:625px;width:500px;' /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span class='spip_document_313 spip_documents spip_documents_center'&gt;
&lt;img src='http://www.www.duesicilie.org/IMG/jpg/parte2.jpg' width='500' height='605' alt=&quot;&quot; style='height:605px;width:500px;' /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>La Nazionale non parteciper&#224; alla prossima VIVA CUP 2012 in Kurdistan</title>
		<link>http://www.www.duesicilie.org/spip.php?article442</link>
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		<dc:date>2012-03-25T14:37:59Z</dc:date>
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		<description>Il direttivo valutate oggettivamente le condizioni necessarie per la partecipazione alla VIVA CUP 2012 in Kurdistan ha purtroppo riscontrato che queste non sussistono, declinando cos&#237; l'invito a partecipare ricevuto dalla NF-Board. Segue comunicato ufficiale (in italiano, inglese e francese). Alla NF-Board Due Sicilie, 25 marzo 2012 Oggetto: VIVA CUP 2012 Gentili Signori, Per prima cosa vogliamo ringraziarvi per l'impegno profuso - come NF-Board - nell'organizzazione della VIVA CUP 2012 (...)

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&lt;a href="http://www.www.duesicilie.org/spip.php?rubrique6" rel="directory"&gt;AAA Nazionale Regno delle Due Sicilie&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Il direttivo valutate oggettivamente le condizioni necessarie per la partecipazione alla VIVA CUP 2012 in Kurdistan ha purtroppo riscontrato che queste non sussistono, declinando cos&#237; l'invito a partecipare ricevuto dalla NF-Board. Segue comunicato ufficiale (in italiano, inglese e francese).&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_21 spip_documents'&gt;
&lt;img src='http://www.www.duesicilie.org/IMG/gif/asdrds.gif' width='500' height='195' alt=&quot;&quot; style='height:195px;width:500px;' /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div align=right&gt;Alla NF-Board
&lt;p&gt;Due Sicilie, 25 marzo 2012&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Oggetto: VIVA CUP 2012&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gentili Signori,&lt;/p&gt; &lt;div align=justify&gt;Per prima cosa vogliamo ringraziarvi per l'impegno profuso - come NF-Board - nell'organizzazione della VIVA CUP 2012 che si svolger&#224; in Kurdistan il prossimo giugno e per averci invitato a partecipare. Abbiamo preso parte al viaggio preliminare in Kurdistan lo scorso settembre per valutare le condizioni del territorio e certamente la nostra intenzione era quella di partecipare alla competizione.
&lt;p&gt;Malauguratamente l'ammissione del Cilento alla NF-Board e la sua inclusione tra le squadre partecipanti ci costringe a rivedere la nostra posizione; questo territorio infatti non possiede alcuna caratteristica che lo distingue dai territori vicini dell'Italia meridionale, n&#233; dal punto di vista storico, culturale o linguistico. Tale presenza rende la nostra partecipazione oggetto di pubblico ludibrio. Le Due Sicilie e i suoi popoli (circa 20 milioni di persone nei confini storici e 30 milioni all'estero) hanno una storia milenaria e il riconoscimento di un territorio che &#232; sempre stato parte integrante del territorio che noi stessi rappresentiamo costituisce un affronto alla nostra Storia. Niente di simile &#232; accaduto nel caso della Padania (una costruzione artificiale senza storia) per esempio, anche se include territori con una storia tanto antica quanto la nostra (per esempio l'antica Nazione Veneta).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questi motivi ci dispiace dovervi informare che la nostra FA ha deciso di non partecipare alla prossima VIVA CUP 2012. Auguriamo a Voi tutti e a tutte le squadre partecipanti buona fortuna e un piacevole soggiorno in Kurdistan il prossimo giugno. Cordiali saluti.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Il direttivo&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Lo spettacolo Terroni a Como</title>
		<link>http://www.www.duesicilie.org/spip.php?article441</link>
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		<dc:date>2012-03-15T20:40:30Z</dc:date>
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&lt;a href="http://www.www.duesicilie.org/spip.php?rubrique2" rel="directory"&gt;Attualit&#224;&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_311 spip_documents spip_documents_center'&gt;
&lt;img src='http://www.www.duesicilie.org/IMG/jpg/429836_3174733578750_1577898318_2549019_232545657_n.jpg' width='500' height='707' alt=&quot;&quot; style='height:707px;width:500px;' /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Meridionalisti veri o fasulli</title>
		<link>http://www.www.duesicilie.org/spip.php?article440</link>
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		<dc:date>2012-02-23T21:01:56Z</dc:date>
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		<description>Riceviamo via facebook questo articolo di ABC News (non &#232; l'agenzia americana di informazione, e non abbiamo il link originale) che parla di meridionalisti veri e fasulle e fa il quadro della situazione attuale, credo possa interessare i nostri lettori e perci&#242; la pubblichiamo. ABCnews, proseguendo nella sua inchiesta su meridionalisti veri o fasulli, si occupa ora di un fenomeno piuttosto singolare. In effetti la &#8220;storica&#8221; intervista televisiva di Pietro Golia a Stefano Surace sulla necessit&#224; (...)

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&lt;a href="http://www.www.duesicilie.org/spip.php?rubrique17" rel="directory"&gt;Due Sicilie&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Riceviamo via facebook questo articolo di ABC News (non &#232; l'agenzia americana di informazione, e non abbiamo il link originale) che parla di meridionalisti veri e fasulle e fa il quadro della situazione attuale, credo possa interessare i nostri lettori e perci&#242; la pubblichiamo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;div aligh=justify&gt;ABCnews, proseguendo nella sua inchiesta su meridionalisti veri o fasulli, si occupa ora di un fenomeno piuttosto singolare.
&lt;p&gt;In effetti la &#8220;storica&#8221; intervista televisiva di Pietro Golia a Stefano Surace sulla necessit&#224; della secessione del Sud dall'attuale Stato italiano - messa in onda il 19 novembre scorso da TeleAkery e poi pi&#250; volte nei giorni successivi - ebbe a suscitare, com'&#232; noto, viva sensazione ed entusiasmo nei pi&#250; diversi ambienti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il che conferma in modo impressionante che Surace - giornalista d'inchieste celebre anche in campo internazionale, e fondatore del Partito Secessionista dell'Italia Meridionale - ha colto un'esigenza profonda e generalizzata dei meridionali, anche se fino allora non manifestata apertamente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sicch&#233; una volta da lui espressa ufficialmente e con chiarezza, rompendo cos&#237; un autentco tab&#250;, ha ricevuto generali consensi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da notare che Surace non esclude, una volta realizzata la secessione, la possibilit&#224; di una successiva adesione a un'eventuale confederazione italiana in cui sia garantito l'autogoverno di ciascun Stato confederato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma ci&#242;, beninteso, dopo appunto la secessione...&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ebbene, alcuni personaggi si sentirono come punti dalla tarantola da quell'intervista, vedendosi smascherati come &#8220;meridionalisti&#8221; fasulli facenti in realt&#224; il gioco di certi ambienti del nord.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La precipitosa &#8220;seduta straordinaria&#8221;...&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ed ecco che certo Gennaro De Crescenzo, che capeggia, bene o male, un cosiddetto &#8220;movimento neoborbonico&#8221;, corse a rassicurare quegli ambienti del Nord convocando d'urgenza in &#8220;seduta straordinaria&#8221;, per il 4 dicembre (cio&#232; per dopo appena 15 giorni dalla prima messa in onda della suddetta intervista a Surace) un qualcosa che aveva denominato, con un tantino di ottimismo, &#8220;Parlamento delle Due Sicilie&#8221;...&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E in quella seduta tenne a sottolineare che lui e il suo movimento non mirano affatto a una secessione, ma solo a una ''par condicio fra Nord e Sud''.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E appena 6 giorni dopo di lui, il 10 dicembre, certi elementi che capeggiano una serie di gruppuscoli (&#8216;Comitati Due Sicilie', &#8216;Insorgenza civile', &#8216;Movimento meridionale', &#8216;Italia prima') si sono affrettati anch'essi a rassicurare quegli ambienti del Nord, costituendo il 10 dicembre a Bari una cosiddetta &#8216;Confederazione duosiciliana'.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tenendo a precisare, in un comunicato ufficiale, che detta &#8220;confederazione non &#232; secessionista&#8221;...&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si tratta di certi Fiore Marro (l'autore del libercolo &#8220;La fine dei vinti&#8221; di cui ABCnews si &#232; gi&#224; occupata), Lino Patruno (autore di un libro cerchiobottista, &#8216;Fuoco del sud') oltre a certi Francesco Tassone, Antonio Dell'Omo, Sergio Montella, Michele Ladisa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma il guaio &#232; che il De Crescenzo ha dovuto , ahim&#233;, constatare che la sua linea non &#232; pi&#250; condivisa da buona parte dei membri di quel &#8220;parlamento&#8221;, che hanno ormai capito tutto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tanto che certuni non presenziano pi&#250; alle riunioni, ed anzi addirittura dirigenti &#8220;di vertice&#8221; hanno abbandonato il suo &#8216;movimento neoborbonico&#8221; ritenendolo inconcludente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Cosa che ha dovuto riconoscere lo stesso De Crescenzo nel suo intervento in quella &#8220;seduta straordinaria&#8221;, ammettendo (come risulta dallo stesso verbale ufficiale) la scarsa &#8220;responsabilizzazione dei delegati&#8221; e l'assentesismo nelle varie commissioni facenti parte di questo &#8220;parlamento&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E un delegato, Romano, non si &#232; dimesso ma ha manifestato, nella stessa seduta, una posizione opposta a quella del De Crescenzo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Affermando che esiste ormai una sola possibilit&#224;: il divorzio del Sud dall'Italia (cio&#232;, in chiaro, la sua secessione) se essa non diventa, sia pure dopo un secolo e mezzo, una vera &#8220;nazione&#8221; con pari diritti a Nord e a Sud.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il che &#232; evidentemente il massimo dell'improbabile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Inoltre il delegato Nando Dic&#233; ha dichiarato di avere scelto la commissione esteri di quel &#8220;parlamento&#8221; perch&#233; coloro che si occupano della situazione dell'Italia meridionale vivendo all'estero sono certamente pi&#249; liberi di esprimersi, avendo meno ostacoli che in Italia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Che l'abbia dedotto grazie ad ABCnews, la cui sede centrale &#232; a Parigi?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tentano di rassicurarli...&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Insomma i buoni De Crescenzo, Marro e Patruno, da bravi meridionalisti fasulli, fanno quello che possono per tentare di rassicurare quegli ambienti del Nord di cui fanno il gioco.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I quali ambienti temono, ben fondatamente, lo spirito di reazione che sta largamente montando dal Sud, col rischio che essi non possano pi&#249; continuare a sfruttarlo e dunque si riaviino verso la loro tradizionale, padanica miseria.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non diciamo in effetti che quegli ambienti del Nord rischierebbero di tornare ad alimentarsi in scarsa misura di polenta, busecca, gatti, ranocchi e simili, come prima della cosiddetta &#8220;unit&#224;&#8221;, ma insomma...&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Il Manifesto del Partito Secessionista dell'Italia Meridionale</title>
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		<dc:date>2012-02-23T18:44:00Z</dc:date>
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		<description>Pubblichiamo un'intervista al fondatore del partito, dal sito di Caserta 24 Ore (dello scorso novembre), dove viene anche presentata una originale ricostruzione storica dei fatti unitari... Il Manifesto del Partito Secessionista dell'Italia Meridionale da Caserta 24 Ore Il Mezzogiorno 07.11.11 Si chiama Partito Secessionista dell'Italia Meridionale&#8221; (PSIM) e il suo scopo, indicato nello statuto depositato ufficialmente a Napoli lo scorso 24 ottobre, &#232; &#8220;promuovere la secessione dell'Italia (...)

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Pubblichiamo un'intervista al fondatore del partito, dal sito di Caserta 24 Ore (dello scorso novembre), dove viene anche presentata una originale ricostruzione storica dei fatti unitari...&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;div align=justify&gt;
&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Il Manifesto del Partito Secessionista dell'Italia Meridionale&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da Caserta 24 Ore Il Mezzogiorno 07.11.11&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si chiama Partito Secessionista dell'Italia Meridionale&#8221; (PSIM) e il suo scopo, indicato nello statuto depositato ufficialmente a Napoli lo scorso 24 ottobre, &#232; &#8220;promuovere la secessione dell'Italia Meridionale dall'attuale Stato Italiano, come sola via concreta per metter fine alla condizione intollerabile in cui si trova oggi quella terra, da sempre fonte di cultura e civilt&#224;&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il partito &#232; stato fondato per iniziativa di Stefano Surace, che ne &#232; il presidente, affiancato da Enzo Marino, segretario.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Superfluo ricordare chi &#232; Surace, data la sua notoriet&#224; anche internazionale. Giornalista specializzato in inchieste di cui alcune hanno prodotto profonde riforme non solo in Italia, protagonista di vicende altamente meritorie per l'interesse pubblico che han fatto pi&#250; volte il giro del mondo sui media, nonch&#233; maestro di arti marziali (Ju-Jitsu) di rinomanza mondiale.&lt;br&gt;
Suo particolare interesse &#232; l'analisi e la denuncia delle manipolazioni dell'informazione &#8211; purtroppo tanto efficaci e diffuse nei pi&#250; diversi settori &#8211; realizzate abitualmente da certi ambienti e dai loro specialisti nel genere.
Enzo Marino, oltre che giornalista, &#232; imprenditore di varie aziende fra l'altro editore e gestore dell'emittente televisiva MDM del giornale &#8220;Il Messaggero del Mezzogiorno&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;ABCnews ha dunque ritenuto di porre alcune domande a Surace circa questo partito, e riporta qu&#236; di seguito una sintesi delle sue risposte.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Surace precisa le motivazioni&lt;br&gt;
Abbiamo fondato questo partito &#8211; ha dichiarato Surace a ABCnews &#8211; per porre fine alla spoliazione massiccia e sistematica delle risorse del Sud, perpetrata costantemente per 150 anni fino a dar luogo all'attuale situazione del tutto insostenibile.&lt;br&gt;
Spoliazione seguita alla cosidetta &#8220;unit&#224; d'Italia&#8221; , che &#232; stata semplicemente un crimine contro l'umanit&#224; ai danni delle popolazioni meridionali.&lt;br&gt;
Anche se certi volenterosi ambienti di potere si sono dati quest'anno a celebrarne ufficialmente il 150&#176; anniversario in pompa magna, come una fulgida gloria&#8230;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Indispensabile dunque che l'Italia del Sud metta recisamente fine a questa situazione, riappropriandosi della propria indipendenza, delle proprie risorse e riprendendo il proprio congeniale cammino di efficace progresso economico e culturale, che &#232; stato sconvolto da quell' &quot;unit&#224;&quot;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La nascita del partito secessionista intende interpretare anche lo sdegno che monta attualmente nel Sud Italia in seguito alle ricerche effettuate da una folta schiera di studiosi delle pi&#250; diverse estrazioni, che hanno messo in luce in modo impressionante come l' &#8221;unit&#224; d'Italia&#8221; &#232; stata appunto un efferato crimine contro l'umanit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per la precisione, lo statuto del Partito indica che la secessione va realizzata in applicazione della legge italiana n. 881 del 25.10.1977 (pubblicata nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 7 dicembre 1977, n. 333) che ratifica la Convenzione internazionale stipulata nell'ambito dell'ONU il 16.12.1966 e che prevale sul diritto interno italiano (Cass.Pen. 21.3.1975).
Convenzione che all'art. 1 stabisce testualmente che &#8220;&lt;i&gt;tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virt&#250; di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale&lt;/i&gt;&#8221;.&lt;br&gt;
E che &#8220;&lt;i&gt;gli Stati parti del presente Patto debbono promuovere l'attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformit&#224; alle disposizioni dello Statuto delle Nazioni Unite&lt;/i&gt;&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lo Statuto non esclude, una volta realizzata la secessione, la possibilit&#224; di una successiva adesione a un'eventuale Confederazione italiana in cui sia garantita l'autodeterminazione di ciascun Stato confederato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Qualche dettaglio&#8230;&lt;br&gt;
Comunque per ben comprendere tutto questo fenomeno &#8211; continua Surace &#8211; &#232; necessario considerarlo nel suo intero svolgimento a partire dal suo inizio, nel 1861.&lt;br&gt;
&#200; da notare in effetti che l'Italia meridionale prima di quell'anno (come Regno delle Due Sicilie, e prima ancora come Regno di Sicilia e regno di Napoli) era sempre stata oggetto di vive gelosie da parte delle altre nazioni (Francia, Inghilterra, Spagna, Austria) per la sua invidiabile prosperit&#224;, cultura e progresso civile.&lt;br&gt;
Nazioni che fra l'altro tendevano a subentrarle nel controllo del Mediterraneo e magari sottrarle almeno una parte delle sue vaste risorse, ad esempio le sue miniere di zolfo in Sicilia che all'epoca avevano il monopolio mondiale di questo indispensabile minerale.&lt;br&gt;
Quel regno aveva tuttavia potuto sempre salvaguardare il proprio territorio, i propri interessi e le proprie popolazioni, avendo avuto in genere sovrani validi, anche se di diverse estrazioni e dinastie, e alcuni anche dalle qualit&#224; eccezionali: basti ricordare l'imperatore Federico II e re Carlo III di Borbone.
Tuttavia nel 1859 sul trono delle Due Sicilie a Napoli si trov&#242;, per ragioni ereditarie, un giovane purtroppo pavido e sprovveduto, assolutamente non all'altezza del proprio compito : Francesco II di Borbone, detto &#8220;Franceschiello&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fu cos&#237; possibile al modesto re Vittorio Emanuele II di Savoia (che si trovava in pessime condizioni economiche poich&#233; il suo regno, il Piemonte, era una delle zone pi&#250; sottosviluppate d'Europa) rubargli letteralmente il florido Regno delle Due Sicilie, che pot&#233; cos&#237; depredare delle sue ingenti riserve auree e di denaro e delle efficienti ed avanzate strutture industriali, danneggiando gravemente questa terra e i suoi abitanti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E il pavido e sprovveduto Franceschiello, invece di difendere il suo regno e il suo popolo come suo preciso compito, non aveva saputo far altro che fuggire da Napoli al semplice annuncio che Giuseppe Garibaldi &#8211; un avventuriero emissario di Vittorio Emanuele &#8211; si stava avvicinando.&lt;br&gt;
Sicch&#233; era andato a rifugiarsi nella fortezza di Gaeta, dove i suoi soldati resistettero valorosamente all'assedio dei piemontesi, ma dopo due mesi il Franceschiello fugg&#237; anche di l&#237; su una nave francese, lasciando i sui fedeli soldati in bal&#236;a dei Piemontesi .&lt;br&gt;
I quali, dopo averli fatti prigionieri &#8220;con l'onore delle armi&#8221; si affrettarono a fucilarli in massa sotterrandone poi i cadaveri in fosse comuni insieme a quelli di migliaia di civili vittime di quell'assedio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Furono gli stessi dirigenti delle Due Sicilie a rendere possibile l'arrivo del Savoia&lt;br&gt;
Da notare che a rendere possibile l'arrivo a Napoli dapprima di Garibaldi e poi di Vittorio Emanuele II erano stati proprio numerosi quadri dirigenti dello stesso Regno delle Due Sicilie che ne controllavano i vari settori : esercito, marina, amministrazione pubblica.&lt;br&gt;
Essi infatti, avendo constatato la desolante incapacit&#224; del Franceschiello, stimavano necessario, nell'interesse del regno e del suo popolo, che al suo posto si istallasse sul trono napoletano un re in grado di svolgere normalmente il proprio compito.&lt;br&gt;
E si erano orientati sul pur modesto Vittorio Emanuele II di Savoia, l'unico che sembrava disponibile e per di pi&#250; appariva un po' di famiglia, essendo cugino del Franceschiello che era figlio di una Savoia.&lt;br&gt;
In tal modo, secondo le vedute di quei dirigenti, Vittorio Emanuele sarebbe subentrato dapprima come re delle Due Sicilie. E subito dopo come re d'Italia, poich&#233; dall'unione dei territori duosiciliani con quelli che il Savoia gi&#224; aveva nel nord sarebbe nato un regno d'Italia unitario.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con capitale ovviamente Napoli, citt&#224; di gran lunga la pi&#250; grande, ricca e prestigiosa d'Italia, ed una delle pi&#250; prestigiose d'Europa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con ci&#242; quei dirigenti meridionali avevano ritenuto di agire nell'interesse del Sud, dotandolo di un re che appariva comunque pi&#250; valido del Franceschiello e rendendo Napoli capitale non solo del regno delle Due Sicilie ma di uno Stato che comprendeva tutta o quasi la Penisola, realizzando cos&#237; anche un tenace sogno di idealisti e letterati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma le cose andarono ben diversamente da come quei dirigenti avevano previsto: il Savoia infatti, dopo aver passato sotto il proprio controllo la potente marina e l'esercito duosiciliano, invece di stabilirsi a Napoli adottandola come capitale del nuovo regno d'Italia, annesse questa citt&#224; e l'intero territorio delle Due Sicilie al proprio regno del Piemonte, proclamando appunto regno d'Italia l'insieme di quei territori, ma con capitale Torino&#8230;&lt;br&gt;
Anche se questa citt&#224; era senza paragoni pi&#250; piccola e meno prestigiosa di Napoli, e il Piemonte, in cui si trovava, una delle zone pi&#250; sottosviluppate d'Europa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I meridionali reagirono&lt;br&gt;
Ma se il buon Franceschiello era pavido e incapace, non lo era il suo popolo, che reag&#237;.&lt;br&gt;
I soldati napoletani rifiutarono in stragrande maggioranza di essere incorporati nell'esercito di Vittorio Emanuele e si crearono gruppi di patrioti contro i quali il Savoia dovette mandare un esercito di ben 150.000 uomini.
I quali tuttavia, non riuscendo a battere i patrioti ed anzi ricevendone spesso cocenti sconfitte, si scatenarono contro la popolazione civile bruciando villaggi, uccidendo e seviziando in massa uomini, donne, preti, bambini, distruggendo i raccolti agricoli, incendiando vaste foreste compresi i villaggi e gli abitanti che vi si trovavano.&lt;br&gt;
Praticando metodicamente il terrore, il saccheggio, la tortura e sevizie inaudite contro inermi cittadini, gesta al cui confronto quelle famigerate delle SS naziste appaiono cosette da asilo infantile.&lt;br&gt;
E per tentare di giustificare quei massacri, affermavano di combattere contro delinquenti (&#8220;briganti&#8221;) mentre i criminali erano loro, programmatori e autori di quelle atrocit&#224;.&lt;br&gt;
In realt&#224; i patrioti &#8211; molto appoggiati dalla popolazione &#8211; erano costituiti da soldati e ufficiali dell'esercito delle Due Sicilie che avevano rifutato di farsi incorporare nell'esercito piemontese (cosiddetto &#8220;unitario&#8221;), da contadini e pastori che reagivano alle angherie dei soldati piemontesi, da cittadini e preti che reagivano alla distruzione dei loro villaggi e delle loro chiese, da giovani che si erano dati alla macchia poich&#233; renitenti alla leva ordinata dal Savoia.
E a tutti costoro si era unita automaticamente anche una minoranza di elementi che alla macchia c'erano gi&#224; per conto loro, perch&#233; accusati o condannati per vari reati tra cui ferimenti o omicidi, che tuttavia il pi&#250; spesso avevano commesso &#8211; se li avevano commessi &#8211; per onore (&#232; notorio infatti che all'epoca nel Sud se si uccideva era quasi sempre per ragioni d'onore) o per vendicare soprusi di signorotti su loro familiari.
E costoro, appassionatisi alla causa della difesa di quelle terre nella quale trovavano un nuova dignit&#224;, divennero assai utili agli altri patrioti poich&#233; gi&#224; ben pratici di queste situazioni di clandestinit&#224;, tanto che alcuni divennero assai popolari.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I cretini clinici e i tarati affamati del Nord&lt;br&gt;
Viene comunque da chiedersi come dei militari di un esercito regolare &#8211; poich&#233; tale risultava ufficialmente quello piemontese &#8211; avevano potuto darsi a quei crimini efferati di massa e per di pi&#250; ai danni di popolazioni della Penisola.&lt;br&gt;
Al riguardo bisogna tener presente che Piemonte e Lombardia erano zone all'epoca ritenute scientificamente campioni mondiali del cretinismo clinico endemico.&lt;br&gt;
Basti dire che per esempio in zone come quella di Sondrio si riscontrava l'inaudita percentualie di 8 cretini clinici su cento abitanti, tanto da far divenire &#8220;cretini e Sondrio&#8221; e &#8220;cretini e Valtellina&#8221; binomi inscindibili non solo fra i medici, ma anche fra la gente comune.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E anche nel resto della Lombardia e del Piemonte i clinicamente cretini abbondavano a livelli record, anche se inferiori alla zona di Sondrio.&lt;br&gt;
E fra quelli che non erano totalmente cretini ce n'erano in abbondanza di sottosviluppati tarati e affamati, con connessa ferocia primitiva.&lt;br&gt;
Ed &#232; proprio grazie a questa larga disponibilit&#224; di lombardi e piemontesi primitivi, affamati e abbondantemente tarati &#8211; non a caso discendenti da antenati come unni, ostrogoti, visigoti e simili &#8211; che Vittorio Emanuele II e il suo degno ministro Cavour poterono realizzare quello spregevole crimine contro l'umanit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La rapina dei beni e la strage delle industrie&lt;br&gt;
Parallelamente alle loro stragi contro la popolazione, i piemontesi facevano strage delle ricchezze di quelle terre: rapinando le ingentissime riserve auree del Regno delle Due Sicilie, il denaro delle sue banche, e distruggendo i suoi centri economici e civili.&lt;br&gt;
Smantellando fra l'altro le sue industrie, che al momento dell' &#8220;unit&#224;&#8221; erano di gran lunga al primo posto in Italia, e trasportando le loro strutture, pezzo per pezzo, a nord della Penisola, in modo da far passare artificiosamente in tutta fretta il polo dell'industria italiana dal Sud al triangolo Torino-Milano-Genova, fino allora sottosviluppato.&lt;br&gt;
Utilizzando a tale scopo, oltre ai capitali rapinati, anche i tecnici e la mano d'opera specializzata che fino allora aveva lavorato nelle industrie del Sud ormai smantellate, e che quindi erano i soli in grado di far funzionare queste nuove industrie fatte sorgere di colpo come funghi nel Nord.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si &#232; trattato dunque di un spoliazione massiccia e programmata delle risorse del Sud che &#232; poi continuata sistematicamente per 150 anni fino a dar luogo all'attuale situazione del tutto insostenibile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Insomma la cosiddetta &#8220;unit&#224; d'Italia&#8221; ha distrutto l'Italia del Sud, le cui condizioni economiche e culturali erano fino allora &#8211; come Stato delle Due Sicilie con capitale Napoli &#8211; fra le pi&#250; floride del mondo, senza paragone migliori di quelle ben precarie del resto della penisola italiana.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Napoli era la citt&#224; di gran lunga pi&#250; ricca d'Italia e una delle pi&#250; ricche e prestigiose d'Europa, mentre Torino e il Piemonte erano appunto fra le zone pi&#250; sottosviluppate.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Sud Italia, invidiato da tutte le nazioni, era meta amb&#237;ta di di immigrati provenienti da ogni parte d'Europa, attratti da ragioni economiche oltre che dalla bellezza dei luoghi e dalla qualit&#224; della vita.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma l' &#8220;unit&#224; d'Italia&#8221; trasform&#242; di colpo questa invidiabile situazione in un disastro colossale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Basti dire che da zona attrattiva di immigrazione il Sud divenne di colpo zona di emigrazione addirittura di massa: ben il 30% dei meridionali lasci&#242; la sua terra per dirigersi altrove, prevalentemente verso le Americhe.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una vera, drammatica, diaspora biblica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quei &#8220;meridionalisti&#8221; fasulli e prezzolati&lt;br&gt;
Per di pi&#250; si &#232; tentato di occultare questi crimini servendosi di una schiera di &#8220;meridionalisti&#8221; fasulli e prezzolati, col compito di diffondere menzogne che capovolgessero semplicemente la realt&#224;.&lt;br&gt;
Facendo passare i territori piemontesi e lombardi &#8211; che erano appunto zone affamate ed endemiche di cretinismo clinico &#8211; per zone invece progredite che si sforzavano invano di far avanzare un Sud atavicamente e irrimediabilmente arretrato&#8230; !&lt;br&gt;
Sud che era invece sempre stato fonte privilegiata e inesauribile di cultura e civilt&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel quadro di questa sistematica manipolazione, per cercare di compensare in qualche modo la circostanza imbarazzante che le zone piemontesi e lombarde erano campioni mondiali del cretinismo clinico, con contorno di primitivi tarati, si cre&#242; addirittura uno pseudoscienziato, Cesare Lombroso, col compito di&#8230; dimostrare &#8220;scientificamente&#8221; una inferiorit&#224; genetica dei meridionali !&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E costui mise in piedi un &#8220;laboratorio&#8221; dove esibiva teschi di minorati che indicava come appartenenti a &#8220;briganti&#8221; della Calabria&#8230; Mentre se li era procurati dai vicini manicomi piemontesi e lombardi che ne avevano in abbondanza, visto come stavano le cose da quelle parti quanto a cretinismo.
E adesso si &#232; appunto arrivati al colmo della manipolazione col celebrare quest'anno ufficialmente come fulgida gloria, in pompa magna, il 150&#176; anniversario di quello che &#232; stato invece un atroce crimine contro l'umanit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secessione del Sud sola soluzione concreta&lt;br&gt;
Stando cos&#237; le cose, &#232; chiaro che la secessione del territorio gi&#224; dello Stato delle Due Sicilie &#232; la sola via concreta per porre fine alla situazione aberrante in cui &#232; stata gettata questa terra.&lt;br&gt;
Il dramma dell'Italia meridionale &#232; stato dunque causato dal trio criminale Vittorio Emnuele II - Cavour - Garibaldi (il quale Garibaldi era, fra l'altro, un noto avventuriero internazionale gi&#224; condannato per traffico di schiavi, condanna che gli aveva comportato anche il taglio di un orecchio).&lt;br&gt;
Tuttavia costoro nulla avrebbero potuto fare se sul trono di Napoli vi fosse stato un sovrano in grado di svolgere normalmente il proprio compito, com'era sempre stato sostanzialmente in precedenza.&lt;br&gt;
In tal caso infatti qualsiasi tentativo d'invasione da parte di quegli sciagurati del Nord non solo sarebbe stato spazzato via con facilit&#224; irrisoria, ma non lo si sarebbe neppure osato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La causa originaria del disastro del Sud fu dunque la vilt&#224; e l'imbecillit&#224; del Franceschiello, al punto fra l'altro da alienarsi qualsiasi fiducia da parte degli quadri dirigenti del suo Stato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#200; tempo dunque, per l'Italia del Sud, di riprendere la fiamma di quei valorosi patrioti che si batterono per la loro terra.&lt;br&gt;
E di riappropriarsi con coraggio e con mezzi legittimi della propria indipendenza, delle proprie risorse, riprendendo il cammino di efficace progresso indegnamente sconvolto da quei famelici provenienti da Piemonte e Lombardia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sicch&#233; chi tiene a che il Sud riprenda nelle proprie mani il proprio destino, deve sentire il dovere di aderire con dedizione e coraggio al nuovo Partito Secessionista dell'Italia Meridionale.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.caserta24ore.it/07112011/politica-il-manifesto-del-partito-secessionista-dell’italia-meridionale/" class="spip_out"&gt;Link all'articolo originale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Le vere ragioni del trattato di libero scambio UE-Marocco</title>
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		<description>Le vere ragioni del trattato di libero scambio UE-Marocco e l'elenco degli europarlamentari italiani che hanno votato a favore redazione on February 19, 2012 L'unione Europea ha stipulato un trattato di libero scambio con il Marocco. Il trattato, che nella prospettiva dei paesi europei vorrebbe agevolare le esportazioni degli industriali, infligge l'ennesimo colpo mortale all'agricoltura italiana (in particolare del sud), spagnola, portoghese e francese. L'articolo di Granoduro che offriamo in (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Le vere ragioni del trattato di libero scambio UE-Marocco e l'elenco degli europarlamentari italiani che hanno votato a favore&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;redazione on February 19, 2012 &lt;!--BEGIN .entry-content --&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;entry-content&quot;&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;L'unione Europea ha stipulato un trattato di libero scambio con il Marocco. Il trattato, che nella prospettiva dei paesi europei vorrebbe agevolare le esportazioni degli industriali, infligge l'ennesimo colpo mortale all'agricoltura italiana (in particolare del sud), spagnola, portoghese e francese. L'articolo di Granoduro che offriamo in lettura, scritto il giorno prima della stipula, indaga con accortezza le ragioni che hanno spinto alla stipula del trattato e segnala un link dal quale emerge l'impegno diplomatico del satanico governo Monti nel promuovere la conclusione dell'accordo. Come pu&#242; interessare al fanatico globalista Monti la difesa in Italia del lavoro pi&#249; bello del mondo? A seguire, offriamo in lettura l'elenco degli europarlamentari italiani favorevoli alla stipula del trattato UE-Marocco. Anche l'elenco &#232; tratto dal blog Duro di Sicilia. La nostra analisi, secondo la quale l'obiettivo della rivolta che occorre promuovere in Italia deve essere quello di &lt;a href=&quot;http://www.appelloalpopolo.it/?p=5865&quot;&gt;recedere dai trattati europei e da tutti gli altri trattati globalisti&lt;/a&gt;, trova l'ennesima conferma (SD&amp;#39;A).&lt;span id=&quot;more-5918&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Le vere ragioni del trattato di libero scambio UE-Marocco&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;di &lt;strong&gt;Granoduro&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;http://durodisicilia.blogspot.com/&quot;&gt;Duro di Sicilia&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Sta tenendo banco in questi giorni nei paesi euromediterranei, il dibattito sull&amp;#39;accordo commerciale Agricolo tra Unione Europea e Marocco, che potrebbe essere approvato domani dal Parlamento Europeo. In pratica si tratterebbe di eliminare o ridurre fortemente i dazi per molte produzioni agricole scambiate tra Europa e Marocco. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 12pt&quot;&gt;&lt;a name=&quot;more&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Tenendo conto delle produzioni agricole marocchine a basso costo direttamente concorrenti delle nostre produzioni ortofrutticole Mediterranee, questo accordo sta destando grande preoccupazione nel Mondo Agricolo. Cos&#236; i sindacati agricoli appaiono molto decisi nel &lt;a href=&quot;http://www.conipiediperterra.com/accordo-ue-marocco-guidi-confagri-%E2%80%9Cpenalizza-l%E2%80%99europa-e-l%E2%80%99italia-in-particolare%E2%80%9D-0214.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #336699; text-decoration: none; text-underline: none&quot;&gt;denunciarne&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; i rischi per la nostra agricoltura.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 5pt&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; background: white; color: #555555; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&#8220;E' noto &#8211; scrive Guidi di Confagricoltura &#8211; e ribadito anche da atti del Parlamento Europeo, che il costo del lavoro in Marocco &#232; molto pi&#249; contenuto di quello medio europeo, ed in particolare di quello italiano, e che nel Paese l'applicazione dei diritti fondamentali ha ancora molte lacune e non ci sono garanzie che la sicurezza alimentare sia basata su principi e procedimenti del tutto analoghi ai nostri&#8221;.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Da pi&#249; parti, in Italia, ci si &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/esteri/20120214-accordo-ue-marocco-ruvolo-pt-e-scellerato-europarlamentari-non-lo-votino&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #336699; text-decoration: none; text-underline: none&quot;&gt;appella&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; agli europarlamentari italiani perch&#233; votino contro il trattato, in vista della seduta plenaria di domani.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Dando una occhiata alla notizia sulle fonti internazionali, ci si rende conto, che questo accordo con il Marocco &#232; osteggiatissimo da Spagna e Portogallo (che se lo trovano molto pi&#249; vicino) ed in parte anche dalla Francia, dove Bov&#232;, il celebre agricoltore no-global, guida una crociata contraria, insieme alle associazioni di piccoli agricoltori francesi. In Spagna addirittura vi sono state &lt;a href=&quot;http://www.yabiladi.com/articles/details/8934/maroc-ue-paysans-espagnols-manifestent-contre.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #336699; text-decoration: none; text-underline: none&quot;&gt;manifestazioni di piazza&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; di agricoltori andalusi che hanno inondato di pomodori, l&amp;#39;ufficio del Parlamento europeo, a Madrid. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Insomma uno schieramento contrario abbastanza nutrito. Ma allora perch&#233; questa decisione cos&#236; contraria agli interessi di tanti agricoltori europei potrebbe andare in porto? Chi la sostiene?&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Da qualche parte ho letto che favorirebbe le importazioni dei paesi continentali di prodotti Mediterranei. Potrebbe essere, ma allora perch&#233; il nostro Governo, almeno a leggere &lt;a href=&quot;http://www.statoquotidiano.it/15/02/2012/accordo-ue-marocco-confagricoltura-sicilia-colpo-di-grazia-per-lisola/69541/&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #336699; text-decoration: none; text-underline: none&quot;&gt;la nota di Confagricoltura&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, si &#232; sinora dimostrato espressamente favorevole (ebbene si!) al trattato? &quot;Per non creare un incidente diplomatico&quot; si giustificano i nostri cari tecnici. Ma dobbiamo credergli? E che sar&#224; mai questo Marocco, una potenza nucleare!&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Poi leggo &lt;a href=&quot;http://www.europarl.europa.eu/news/fr/headlines/content/20120210STO37768/html/Accord-agricole-EU-Maroc-pour-ou-contre&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #336699; text-decoration: none; text-underline: none&quot;&gt;una intervista congiunta Bov&#233;-Muscardini&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, dove l&amp;#39;europarlamentare italiana centrista, si fa addirittura portavoce europea delle ragioni dell&amp;#39;accordo al grido: &quot;Investimenti e sostegno finanziario Europei in Marocco&quot;. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Ma ancora non basta per giustificare una scelta cos&#236; deleteria per l&amp;#39;economia agricola italiana. Cos&#236; cercando ancora, ma nel campo marocchino questa volta, si trova &lt;a href=&quot;http://www.lematin.ma/journal/Opinions--et-debat--Accord-agricole-Maroc-Union-europeenne_Lettre-ouverte-a-Jose-Bove/162553.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #336699; text-decoration: none; text-underline: none&quot;&gt;la candida lettera&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che, il&lt;span style=&quot;background: white&quot;&gt; presidente dell'Istituto marocchino di relazioni internazionali (IMRI), Jawad Kerdoudi, invia a Bov&#232; per giustificare le ragioni marocchine dell&amp;#39;accordo:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 5pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; background: white; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Le Maroc a scrupuleusement respect&#233; ses engagements vis-&#224;-vis de l'Union europ&#233;enne, et c'est ainsi que&lt;b&gt;&lt;u&gt; le 1er mars 2012, tous les produits industriels europ&#233;ens entreront sur le march&#233; marocain en franchise de droits de douane &lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 12pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; background: #fafafa; color: #474747; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Ovvero:&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; background: #fafafa; color: #474747; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Il Marocco ha scrupolosamente rispettato i suoi impegni nei confronti dell&amp;#39;Unione europea, e cos&#236; dal 1 &#176; marzo 2012,&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; background: #fafafa; color: red; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt; tutti i prodotti industriali europei&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; background: #fafafa; color: #474747; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt; potranno entrare nel mercato marocchino, liberi da dazi doganali.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;br style=&quot;mso-special-character: line-break&quot; /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br style=&quot;mso-special-character: line-break&quot; /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; background: #fafafa; color: #474747; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 12pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; background: #fafafa; color: #474747; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Insomma &#232; stato fatto uno scambio anche se nessuno lo dice apertamente: gli industriali Europei potranno liberamente esportare i loro prodotti cos&#236; come giustamente il Marocco potr&#224; rispettivamente esportare i suoi prodotti agricoli senza restrizioni doganali. Purtroppo noi, come agricoltori europei ed italiani in particolare, ci troviamo nella antipatica condizione di essere le vittime sacrificali del processo di globalizzazione in atto. Faccio mio l&amp;#39;appello di Guidi:&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 5pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; background: #fafafa; color: #474747; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&quot;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #404040; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;si abbia quanto meno il coraggio di dichiarare apertamente che l'agricoltura non &#232; un settore economico strategico per lo sviluppo del nostro Paese&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #404040; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&quot;.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #404040; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Risparmieremmo un sacco di tempo e di bile!&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #404040; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #404040; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;P.S.: Qualche giorno dopo la stesura frettolosa di questo post, ho trovato &lt;a href=&quot;http://www.meridianionline.org/2012/02/02/parte-dal-marocco-il-tour-diplomatico-dellitalia-di-monti/&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #336699; text-decoration: none; text-underline: none&quot;&gt;questo link&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, sul ruolo diplomatico attivo del governo Monti nella preparazione dell&amp;#39;accordo con il Marocco. E&amp;#39; datato peraltro 2 Febbraio 2012, precedente dunque alle inevitabili polemiche politiche che annacquano il dibattito attuale sulla vicenda&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot; face=&quot;Calibri&quot; size=&quot;3&quot;&gt; &lt;/font&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Calibri&quot;&gt;Ecco la lista degli europarlamentari italiani favorevoli all'accordo UE-Marocco (aggiornato e corretto)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Calibri&quot;&gt;di&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal&quot;&gt; Granoduro &lt;/b&gt;&lt;a href=&quot;http://durodisicilia.blogspot.com/&quot;&gt;Duro di Sicilia&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Scusate per la stringatezza, ma diamo precedenza alla notizia. Ecco la lista degli europarlamentari italiani che ieri ha votato a favore dell&amp;#39;&lt;a href=&quot;http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/02/17/news/arance_del_marocco_via_libera_della_ue_e_la_fine_dell_agricoltura_siciliana-30021591/&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #336699; text-decoration: none; text-underline: none&quot;&gt;accordo di libero scambio&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; tra EU e Marocco:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;PD:&lt;/b&gt; SALVATORE CARONNA, LEONARDO DOMENICI, ROBERTO GUALTIERI, ANTONIO PANZERI, GIANNI PITTELA, DEBORA SERRACCHIANI, DAVID SASSOLI, FRANCESCA BALZANI, LUIGI BERLINGUER, SERGIO COFFERATI, VITTORIO PRODI, SILVIA COSTA, GIANLUCA SUSTA, PATRIZIA TOIA, FRANCESCO DE ANGELIS, GUIDO MILANA.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;b&gt;FLI&lt;/b&gt;: SALVATORE TATARELLA, CRISTIANA MUSCARDINI.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;b&gt;UDC Casini&lt;/b&gt;: TIZIANO MOTTI, VITO BONSIGNORE (ora PdL).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;b&gt;PdL&lt;/b&gt;: GABRIELE ALBERTINI, ANTONIO CANCIAN.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;b&gt;SVP&lt;/b&gt;: HERBERT DORFMANN.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	QUI la &lt;a href=&quot;http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-%2f%2fEP%2f%2fNONSGML%2bPV%2b20120216%2bRES-RCV%2bDOC%2bPDF%2bV0%2f%2fIT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #336699; text-decoration: none; text-underline: none&quot;&gt;FONTE UFFICIALE&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; a pag. 30.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	E la Lega Nord? Ha votato compatta contro l&amp;#39;accordo, sebbene il trattato danneggiasse prevalentemente il Sud.&lt;br /&gt; Una dichiarazione di un loro esponente: &lt;a href=&quot;http://sezioneugozuanetti.leganord.org/comune/1382-agricoltura-fontana-sullaccordo-di-libero-scambio-ue-marocco-qambigua-la-posizione-del-ministro-cataniaq.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #336699; text-decoration: none; text-underline: none&quot;&gt;qui sul ruolo del nostro Governo e del Ministro Catania&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, nella vicenda.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	Tra gli &lt;a href=&quot;http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-%2f%2fEP%2f%2fTEXT%2bPV%2b20120216%2bATT-REG-ALONE%2bDOC%2bXML%2bV0%2f%2fIT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #336699; text-decoration: none; text-underline: none&quot;&gt;assenti famosi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Siciliani : Sonia Alfano (eletta nelle liste di Beppe Grillo ai tempi, ora IDV), Rita Borsellino (PD).&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; background: white; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Questo il commento a caldo di &lt;b&gt;Giovanni La Via&lt;/b&gt;, europarlamentare siciliano del Pdl/Ppe, sul voto europeo di ieri, e strenuo oppositore dell&amp;#39;accordo:&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; background: white; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&quot;Il voto di oggi &#232; una sconfitta per l&amp;#39;agricoltura italiana le cui responsabilit&#224; sono ben precise&quot;.&quot;Durante la votazione&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; background: white; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt; &lt;i&gt;sono state diverse le defezioni tra le fila della deputazione italiana. Non si pu&#242; difendere l'agricoltura di un Paese e di una regione a parole e poi non essere presenti al momento dei fatti. E&amp;#39; giusto&lt;/i&gt; &lt;i&gt;che i cittadini e gli operatori del settore, prima di accusare in toto gli europarlamentari per non aver difeso i loro interessi, sappiano chi siano i deputati che fino alla fine hanno lavorato per scongiurare tale accordo&quot;&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Questo&lt;a href=&quot;http://www.italiafruit.net/DettaglioNews.aspx?IdNews=16158&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #336699; text-decoration: none; text-underline: none&quot;&gt; il commento &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;di Paolo De Castro (astenutosi alla ultima dichiarazione di voto, mentre all&amp;#39;inizio compariva tra i favorevoli):&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Del via libera si rammarica il &lt;b&gt;Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro &lt;/b&gt;che afferma: &#8220;&lt;i&gt;Purtroppo, il voto della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale, che si era espressa contrariamente sull'accordo tra l'UE e il Marocco non &#232; stato sufficiente per respingerne l'approvazione in Aula. Evidentemente la portata e le ripercussioni geopolitiche dell'accordo sono state decisive per la sua approvazione, nonostante i circa 250 voti di opposizione tra contrari e astenuti&quot;.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 12pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;I CONTRARI AL TRATTATO&lt;/b&gt;:&lt;br style=&quot;mso-special-character: line-break&quot; /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br style=&quot;mso-special-character: line-break&quot; /&gt;&lt;br /&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;PdL:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt; Roberta Angelilli, Carlo Fidanza, Mario Mauro, Erminia Mazzoni, Lia Sartori, Marco Scurria, Raffaele Baldassarre, Paolo Bartolozzi, Sergio Berlato, Elisabetta Gardini, Salvatore Iacolino, Giovanni La Via, Barbara Matera, Alfredo Pallone, Enzo Rivellini, Sergio Silvestris, Iva Zanicchi.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Area Centrista&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Antonello Antinoro (PID, eletto nell&amp;#39;UdC)&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Clemente Mastella (Popolari per il Sud, eletto nel PdL)&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Gino Trematerra (UdC)&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;PD: &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Pino Arlacchi, Rosario Crocetta, Mario Pirillo (corretto al termine delle votazioni, prima favorevole)&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Lega Nord&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;: Francesco Speroni, Mara Bizzotto, Mario Borghezio, Lorenzo Fontana, Claudio Morganti, Fiorello Provera, Oreste Rossi, Giancarlo Scott&#224;,&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;IDV: &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'inherit','serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-bidi-font-family: arial; mso-fareast-language: it&quot;&gt;Vincenzo Iovine (ApI, eletto nell&amp;#39;IdV), Giommaria Uggias, Gianni Vattimo (IdV, indipendente), Andrea Zanoni&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;line-height: normal; margin: 0cm 0cm 12pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'arial','sans-serif'; color: #333333; font-size: 11.5pt; mso-fareast-language: it&quot;&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;b&gt;GLI ASTENUTI&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;b&gt;PdL&lt;/b&gt;: Licia Ronzulli, Laura Comi&lt;br /&gt; &lt;b&gt;PD&lt;/b&gt;: Paolo De Castro (favorevole alla prima dichiarazione di voto, corretto poi in astenuto)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;	&lt;b&gt;GLI ASSENTI&lt;/b&gt;&lt;br style=&quot;mso-special-character: line-break&quot; /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br style=&quot;mso-special-character: line-break&quot; /&gt;&lt;br /&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class="hyperlien"&gt;Vedi on line : &lt;a href="http://www.appelloalpopolo.it/?p=5918" class="spip_out"&gt;Link all'articolo originale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
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		<title>Ma la Grecia no</title>
		<link>http://www.www.duesicilie.org/spip.php?article437</link>
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		<dc:date>2012-02-20T17:27:12Z</dc:date>
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		<description>Un punto di vista alternativo sulla crisi greca... la Grecia non ha la scelta del default secondo questo articolo, mentre per l'Italia potrebbe essere un'opzione vantaggiosa. Ma la Grecia no. Scritto da Uriel Fanelli (dal blog Kein Pfusch&#174;) L'abitudine di cercare le suggestioni fa s&#237; che l'italiano stia vivendo questa crisi come un grande film dal quale si aspetta emozioni. Poich&#233; si aspetta emozioni, guarda quanto avviene in grecia concentrandosi sui fatti eclatanti. Quindi adesso si va (...)

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&lt;a href="http://www.www.duesicilie.org/spip.php?rubrique5" rel="directory"&gt;Analisi&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Un punto di vista alternativo sulla crisi greca... la Grecia non ha la scelta del default secondo questo articolo, mentre per l'Italia potrebbe essere un'opzione vantaggiosa.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;div align=justify&gt;
&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Ma la Grecia no.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Scritto da Uriel Fanelli (dal blog Kein Pfusch&#174;)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'abitudine di cercare le suggestioni fa s&#237; che l'italiano stia vivendo questa crisi come un grande film dal quale si aspetta emozioni. Poich&#233; si aspetta emozioni, guarda quanto avviene in grecia concentrandosi sui fatti eclatanti. Quindi adesso si va cianciando di Grecia in default , come se fosse l'Italia o l'Irlanda, quando per la Grecia il default &#232; proprio l'opzione impossibile da seguire. Rimango un convinto sostenitore del default per nazioni come Italia, Spagna ed Irlanda (e probabilmente anche la Francia), ma la Grecia non pu&#242;. Vediamo il perche' con alcuni fatti economici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il PIL totale della grecia e' di 318 miliardi . Normalizzato, 309.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;per verifica: &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Economy_of_Greece&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;http://en.wikipedia.org/wiki/Econom...&lt;/a&gt; , CIA Factbook&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La composizione &#232; circa la seguente:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Servizi: 78% del PIL, di cui 40% sono servizi pubblici.
Industria: 18%&lt;br&gt;
Agricoltura e pesca: 3.6%&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Andiamo per gradi, perch&#233; ci sono delle brutte sorprese. Per prima cosa esaminiamo il discorso dell'agricoltura.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'agricoltura greca, insieme alla pesca, impiega il 12% della forza lavoro. &#200; un settore sostenuto da finanziamenti europei. Senza tali finanziamenti, il rapporto tra 12% della forza lavoro e il 3.8% del PIL &#232; una gran brutta notizia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Significa, appunto, che il 12% delle famiglie (1.230.000 di persone) dovranno accontentarsi di appena il 3.8% del PIL. Poich&#233; parliamo di 16 miliardi, senza fondi europei fa un reddito procapite di 12.000/anno circa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'industria fa il 18% del PIL. Stiamo parlando di 57 miliardi, circa una provincia come Padova. Essa d&#224; lavoro al 22% della popolazione, cio&#232; sfama 2.420.000 persone.(1) Questo significa che attualmente il PIL procapite dell'industria greca &#232; di circa 23.000/anno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sfortunatamente, l'export totale della Grecia (compreso il turismo) fa 22 miliardi per anno, meno del 10% del PIL . Quindi, il 60% di quei prodotti rimane in casa. (vedremo dopo cosa significa) .&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per fare un paragone, quello dell'italia &#232; 458 miliardi per anno, circa il 28% del PIL.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'import della grecia fa invece 43 miliardi. Il che significa che i greci importano pi&#250; di quanto esportino. (vedremo poi cosa significhi alla voce &quot;svalutazione&quot;).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per fare un paragone, l'import italiano &#232; di 458 miliardi per anno (circa in pareggio), ancora il 28% del PIL.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il settore dei servizi &#232; abbastanza variegato. Ci sono i servizi marittimi che sono importanti e pesano il 6%, c'&#232; l'amministrazione pubblica che pesa il 40%, c'&#232; il turismo che pesa circa il 16% del PIL, poco meno dell'industria e che sfama il 15% della popolazione greca.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#200; fondamentale avere questi numeri per capire quanto la &quot;modern money theory&quot;, o qualsiasi altra teoria si applichi in seguito ad un default, possano fare per i greci.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Abbiamo detto che immediatamente gli addetti all'agricoltura piombano nella fame nera, con un reddito da terzo mondo. Fine dei fondi UE, reddito a 12.000/procapite. Met&#224; del reddito procapite medio nazionale. Stiamo parlando del 12% dei greci che piombano nella povert&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Serve a qualcosa svalutare? No. L'agricoltura greca &#232; stata convertita (grazie ad un gigantesco flusso di fondi europei) ad una agricoltura intensiva negli ultimi anni. Questo la rende dipendente dalla filiera dei fertilizzanti, delle macchine agricole, della chimica in generale e delle sementi ad alto rendimento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Inoltre, nell'agricoltura l'offerta NON &#200; elastica: se anche svalutate del doppio, non &#232; che abbiate il doppio dei prodotti: se non altro perch&#233; non c'&#232; time to market.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non appena si svalutasse, &#232; vero che i prodotti greci sarebbero pi&#250; attraenti, ma sfortunatamente i carburanti per l'agricoltura, i trattori, le macchine agricole, i prodotti chimici come fertilizzanti ed altro e le sementi andrebbero comprate all'estero. Nella moneta pi&#250; forte. E no, non si pu&#242; compensare producendo di pi&#250;: le terre sono quelle. Risultato: disastro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'industria greca &#232; principalmente industria marittima, telecomunicazioni e petrolifera. Questo spiega il basso tasso di esportazioni a fronte di un grande import: la grecia non produce NULLA di quanto serve per queste tre industrie. NON ha grossi produttori di elettronica o telefonia, non ha petrolio ma lo compra e le sue azende petrolifere sono delle mere distillerie(2), non ha acciaio per le navi ma lo compra.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A che cosa serve svalutare? Serve a rendere costosissime le materie prime, facilita su un export piccolissimo (22 miliardi), rende devastante l'import notevole dei greci (44 miliardi su 319 di PIL). Uccide immediatamente il petrolifero greco e l'industria delle telecomunicazioni, e costringe l'industria navale ad andarsene.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E sui cittadini? Nella condizione in cui si esporta cos&#237; poco, si importa molto rispetto al PIL, si puo' considerare valida l'equazione inflazione=svalutazione*(1+D), dove D &#232; il rapporto tra il disavanzo commerciale e il PIl greco. Significa che i greci hanno un disavanzo di 21 miliardi, che fa il 6.5% del PIL, quindi facciamo inflazione=svalutazione*1.06&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Svaluti del 50% . Bene: domani i prezzi si alzano dello 53%. I cittadini, anche se esistesse la scala mobile, ci rimetterebbero il 3%. Nelle condizioni greche, nella svalutazione della moneta i cittadini greci ci perdono, anche se tutti i prezzi seguissero, il 6%.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Molti dicono: ma i greci possono vivere di turismo. Mettiamoci i numeri, allora.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per il turismo ho bruttissime notizie. Il turismo greco d&#224; lavoro al 15.6% della popolazione , cio&#232; sfama 1.710.000 greci, e ha un PIL del 17% della Grecia, cio&#232; circa 54 miliardi per anno. Significa che il reddito procapite nel turismo, in grecia, &#232; assai alto: 31578 /anno procapite. Pi&#250; alto della media nazionale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il valore alto del reddito procapite, e relativo potere d'acquisto, &#232; il punto di forza del turismo greco. E voi volete svalutare, cio&#232; togliere potere d'acquisto rispetto alle merci straniere.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il turismo fornisce PIL in due modi: commercio al dettaglio (shopping &amp;Co.) e lavoro. Se consideriamo che il commercio al dettaglio e tutte le facilities sono importate (condizionatori, televisioni, tutto quanto serve insomma) , l'unico vantaggio della svalutazione &#232; di abbassare il reddito relativo delle persone.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Avrete cio&#232; che il prezzo di una permanenza &#232; alto per ogni cosa materiale (hotel, ristoranti, trasporti, shopping), ma diventa basso per i servizi di pura manodopera: il reddito degli addetti e la prostituzione. Effetto Thailandia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quello che stiamo svalutando, cio&#232;, &#232; il punto di forza del turismo greco: il reddito procapite. I lavoratori del turismo in grecia, cio&#232;, sarebbero quelli che pagherebbero la svalutazione. Poich&#233; le infrastrutture continuerebbero ad acquistare beni e servizi in euro o dollaro dall'estero, la competitivit&#224; verrebbe tutta dal differenziale tra il potere d'acquisto dei redditi DEGLI ADDETTI GRECI.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;STATE FACENDO &quot;DUMPING&quot; sul VOSTRO PUNTO DI FORZA.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Complimenti, genius.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma supponiamo anche di voler fare della Grecia la Thailandia del Mediterraneo. Abbiamo appena ridotto in miseria il 12% della popolazione delle campagne che si riversa in citt&#224; (ottimo per la prostituzione e per i lavori poco qualificati), e che abbiamo picchiato duro l'industria e il commercio, aumentando il disavanzo import/export mediante il rapporto di cambio. In una ipotesi ottimistica ove l'industria mantiene l'equilibrio attuale (non si vede come regga il deficit commerciale, ma va sognamo pure) , facciamo di dover recuperare &quot;soltanto&quot; i disoccupati del 2011: il 20.9%.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Pi&#250; i nuovi poveri, gli agricoltori: il 12%. Fa circa il 33% della forza lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dobbiamo cio&#232; triplicare il GDP del turismo, cio&#232; il numero di turisti in Grecia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Attualmente si tratta di 17.5 milioni di presenze ogni anno (Non tanti: per fare un paragone: la sola citt&#224; di Venezia ne ha 29.300.000/anno &lt;a href=&quot;http://www.istat.it/dati/catalogo/20041116_00&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;http://www.istat.it/dati/catalogo/2...&lt;/a&gt; ) occorre &quot;solo&quot; che ne arrivino 3 volte tanti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Significa, in definitiva, quadruplicare le infrastrutture turistiche e dei trasporti della Grecia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E occorre farlo in una condizione in cui il manufatturiero greco &#232; quello della provincia di Padova, si importa praticamente tutto, compresi autobus, aerei, pezzi di ricambio per automobili e automobili, e la dracma l'hai appena svalutata. Dove li trovate gli investimenti, o i prestiti, dopo essere falliti? Come triplicate le infrastrutture? Fate dormire i turisti nei letti a castello?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questi investimenti non possono arrivare, perch&#233;:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;State per svalutare la moneta. Nessuno &#232; cos&#237; fesso da buttare soldi nel tritacarne, neanche i cinesi.&lt;br&gt;
Avete il secondo tasso di corruzione del mondo e tasse enormi. Nessuno investir&#224; da voi.&lt;br&gt;
Avete la quarta economia pi&#250; ingessata da monopoli nel mondo. Nessuno investir&#224; da voi.&lt;br&gt;
Se cambiaste le prime tre voci, avreste fatto proprio quello che chiede la UE, e tanto varrebbe rimanere nell' Euro per salvare l'agricoltura e la pesca.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Morale della storia: sono un sostenitore del default italiano e di quello irlandese e spagnolo. Anche la Francia farebbe bene a ristrutturare. Ma alcuni paesi, come Grecia e Portogallo, non hanno ALCUN beneficio nella svalutazione, anzi hanno dei forti danni. Inoltre, con dei manufatturieri deboli e un'economia basata su servizi NON esportabili, come quelli statali, non aumentano affatto la loro attrattivit&#224; svalutando.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il settore agricolo greco &#232; sovraesposto all'abbandono della UE, quello industriale &#232; praticamente succube delle importazioni, con la sola eccezione di quello marittimo, che per&#242; &#232; un settore legato al commercio e quindi soffre la svalutazione per via dell'inflazione che produce.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Grecia NON PU&#210; mandare affanculo la UE. &#200; per questo che la stanno usando per dare l'esempio: la Grecia NON HA SCELTE.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#200; molto diversa la situazione dell'italia: con un equilibrio commerciale quasi perfetto (428 miliardi contro 429, o gi&#250; di l&#237;) si tratta di un paese praticamente, per dirla come i fisici &quot;adiabatico&quot;. &#200; probabilmente l'unico posto al mondo ove la modern money theory potrebbe essere applicata in condizioni MOLTO vicine a quelle teoriche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anzi: l'elasticit&#224; del mercato dei prodotti che l'italia vende &#232; migliore di quelli che compra, e i prodotti italiani hanno un time to market apprezzabilissimo. Il che significa, essenzialmente, che nella PEGGIORE delle ipotesi la svalutazione NON cambia nulla. Nella migliore, l'elasticit&#224; di quel che vende &#232; pi&#250; alta di quel che compra. Significa che essenzialmente le esportazioni crescerebbero pi&#250; di quanto diminuirebbero le importazioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ed &#232; per questo che per l' Italia c'&#232; il trattamento speciale col governo fantoccio mentre la Grecia &#232; il grande esempio per tutti: si tratta di un condannato che non pu&#242; sottrarsi alla punizione esemplare, mentre l'Italia potrebbe fare ciao ciao a tutti, uscire dall'euro, svalutare, e rimanere in equilibrio: import uguale all'export, nel cambio tanto ci perdi e tanto ci guadagni. Ma ti sei liberato di 1000 miliardi di debito.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Capisco lo scalpitare dei sostenitori della modern money theory: si tratta di una teoria di difficilissima applicazione, tranne in casi rarissimi. E i casi, anzi IL caso, &#232; proprio l' Italia. Nemmeno l'Argentina si trovava in condizioni cos&#237; perfette per l'applicazione di una simile teoria. LA grande massa dell'import e dell'export li rende stabili, ma contemporaneamente c'&#232; equilibrio quasi perfetto, se non per un 2 per mille del PIL. Roba da niente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;UPDATE: Ci sarebbe da discutere sul concetto di &quot;default&quot;, invece, cosa che nessuno fa. Lo dico perch&#233; i greci stanno trovando un accordo per tagliare il 70% del debito, in accordo coi creditori &quot;senior&quot;. Questo significa che di fatto stanno defaultando circa quanto l' Argentina. Solo che i creditori guarda caso sono contenti di questo e hanno gi&#224; recuperato gli investimenti per via degli interessi altissimi dell'ultimo anno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con questo voglio dire che una volta portato in Europa il debito, volendo sarebbe possibile una serie di ristrutturazioni del debito. All'Italia ristrutturare il debito del 30-40% potrebbe gi&#224; andare molto bene, a patto di ricapitalizzare ancora le banche. Il confine tra &quot;default&quot; e ristrutturazione molto pesante, come quella che sta avvenendo in Grecia, &#232; assai labile: percentuali alla mano &#232; un default ancora pi&#250; pesante di quello argentino, tuttavia la modalit&#224; lo trasforma in una cosa diversa.
&lt;br /&gt;&#8212; -&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(1) Continuo a fare il rapporto sul totale della popolazione.&lt;br&gt;
(2) Non &#232; come ENI che ha le mani sui pozzi, per intenderci.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
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